Azienda Agricola Visagli - azienda agricola piacenza, produzione propria frutta e verdura, vendita diretta frutta e verdura

Prodotti

La nostra produzione

Tra le varie produzioni spicca senza dubbio l’aglio tipico di Monticelli, il bianco piacentino, che viene proposto sia fresco che secco, lavorato in mazzi di vari formati, nella tradizionale treccia o semplicemente sfuso.

Anche la zucca ha conquistato un posto di rilievo tra le varie colture dell’azienda: le varietà prodotte sono prevalentemente la Delica e la Beretta Piacentina, ottima quest’ultima per la preparazione dei tortelli, dal delicato gusto di castagna.

Degne di nota sono inoltre le famose zucche giganti, ornamentali dal sicuro impatto.

Visualizza la tavola delle disponibilità stagionali

Aglio
Questo bulbo, appartenente alla specie Allium sativum, è una delle piante di più ampia diffusione. Si ritiene che l’aglio sia una delle piante più antiche, originaria dell’Asia Centrale, e coltivata fin dagli antichi Egizi; oggigiorno l’aglio é presente ovunque, con diverse varietà che cambiano a seconda della grandezza, del numero degli spicchi e del colore della buccia.
Bulbi pieni con pellicola bianca o rosso scura, sono da considerarsi elementi essenziali da prendere in considerazione al momento dell’acquisto. Ha proprietà medicinali. Si trova in commercio durante tutto l’anno e messo in ambiente fresco, asciutto e ben ventilato si conserva a lungo, anche diversi mesi. In alternativa, sbucciato e chiuso in un barattolo di vetro, si conserva bene anche in frigorigero.
Può essere utilizzato sia crudo che cotto; é ottimo per minestre, minestroni, pesci arrostiti e carni in generale. Attualmente l’aglio é utilizzato nelle
cucine di tutto il sud Europa ed é considerato essenziale per molti dei piatti salati italiani, ma il suo gusto e odore forte ne rendeno consigliabile un uso moderato.

 

 

Albicocca
La pianta dell’albicocco appartiene alla stessa famiglia della prugna, la ciliegia e la pesca. Il frutto di questa pianta è l’albicocca, che somiglia ad una mandorla ed è color arancio.
Un frutto dolce e succoso, che piace anche ai bambini.
Le albicocche, frutto particolarmente dolce, possono essere mangiate fresche, essiccate o sciroppate. Tanti sono i prodotti derivati, come la gelatina di albicocca, il succo o la marmellata di albicocche. Questo frutto prelibato viene usato per preparare dolci, gelati, sorbetti e tante altre leccornie. Anche dal punto di vista della salute, l’albicocca ha grandi proprietà nutritive, è infatti ricco di vitamina A. Non mangiare albicocche può provocare secchezza della cute e delle mucose. L’albicocca contiene anche grandi quantità di potassio, fosforo, magnesio e calcio.
L’albicocco è capace di tollerare temperature molto fredde, il clima ideale è secco e il terreno di medio impasto o anche fresco e pesante, purché non troppo umido. Il p.H adatto alla coltura è 6.0 o 7.0. Gli albicocchi sono precoci e già fruttificano dal secondo anno, ma la piena produzione inizia al terzo o al quinto anno, ed è più abbondante su alberi piccoli con rami corti. Le albicocche hanno bisogno dai 3 ai 6 mesi per svilupparsi e maturare. Il raccolto avviene di solito nei mesi primaverili ed estivi.

 

Anguria
Anguria o cocomero, sono i nomi comuni della Cucurbita citrullus, una cucurbitacea originaria dell’Africa Centrale dove si trovano ancora alcune specie allo stato spontaneo. Conosciuta già in Egitto 5000 anni fa dove è rappresentata anche in alcuni geroglifici, è giunta in Europa intorno al XII-XIII secolo al seguito delle invasioni dei mori. É una pianta molto produttiva che genera frutti che possono raggiungere anche il peso di 20 chilogrammi e la produzione può superare i 10 chili per mq. I cocomeri sono ricchissimi di acqua e sostanze zuccherine pur avendo un potere nutritivo bassissimo, appena 15-26 kcal/100 gr. Ciò significa che mangiandone un chilogrammo si raggiunge all’incirca il potere energetico di due uova sode. Il cocomero è il frutto simbolo dell’estate e infatti la sua produzione la si ottiene nei mesi di luglio e agosto. La temperatura ottimale di sviluppo è intorno ai 30°C. Il portamento della pianta è strisciante con rami e foglie lobate ricoperti da una fitta peluria. Oggi sul mercato sono disponibili varietà che si distinguono per la forma : tonda o allungata, per la dimensione: grande o piccola (baby-cocomeri) , per il colore della buccia: striato o verde scuro uniforme, per il colore della polpa: rosso o giallo ed infine per la presenza o meno di semi: cocomeri normali o varietà apirene (seed less). Il Cocomero analogamente al melone è una pianta monoica ossia porta fiori maschili e femminili separati, posti sulla stessa pianta. Per l’impollinazione è importantissima l’azione degli insetti pronubi.
Per la coltivazione si utilizzano le piantine di 3-4 foglie che è preferibile mettere a dimora sulla parte alta del terreno sistemato a prose con una densità d’impianto di 0,5 – 1 pianta per metro quadrato. Il periodo di messa a dimora deve essere abbastanza avanzato nella buona stagione, quando le temperature minime superano i 15 gradi. Per avere una buona produzione si consiglia di piantare agli inizi di maggio per avere i frutti da fine luglio ad agosto. La Concimazione deve tenere conto delle forti asportazioni di potassio e azoto e della forte produttività della coltura. In base alle asportazioni dei i principali elementi nutritivi che si attestano su un rapporto 1 : 0,4 : 1,3 (N,P,K) si renderà necessaria una concimazione che comprenda 2-3 Kg/mq di compost organico, 50 gr/mq di Solfato Potassico (mai cloruro), e 30 gr./mq di fosfato triplo. Durante la coltivazione, ma solo dopo l’allegagione quando i frutticini sono grandi come una noce si potrà intervenire con due o tre somministrazioni do azoto sottoforma di nitrato potassico o guano, per chi volesse utilizzare un prodotto di origine naturale. La somministrazione di azoto sottoforma organica o minerale deve essere fatta con molta attenzione in quanto se in eccesso la pianta tenderà a produrre più foglie che frutti.

Asparagi
La parte commestibile è costituita dai giovani germogli o turioni, che spuntano alla base dei rizomi legnosi, denominati zampe. Sono di forma allungata, consistenza carnosa e sapore piuttosto delicato che evoca quello del carciofo.
Asparagi bianchi, verdi e violetti sono adatti a tutte le preparazioni, mentre per frittate e zuppe, sono preferibili quelli selvatici.
In Italia l’asparago viene servito in vari modi a seconda delle tradizioni locali: saltati con burro e parmigiano, accompagnati da uova fritte o sode o alla coque, serviti con vinaigrette, con salsa maltese o con un filo di olio d’oliva e del Parmigiano reggiano.
Gli asparagi possono essere usati per preparare zuppe, mousse o in vellutate.

 



Broccoli
Il broccolo (bracchium), è una pianta erbacea appartenente alla famiglia delle crucifere, fa parte alla specie del cavolo, del cavolfiore e comprende altri ortaggi simili.
Originario dell’Italia meridionale, il suo nome fa riferimento alla forma di questo ortaggio, che ricorda un piccolo albero in miniatura.
Il suo colore è prevalentemente verde, ma lo possiamo trovare anche nella varietà violacea.
Il broccolo, può essere consumato sia crudo che cotto: crudo si può mangiare in pinzimonio, cotto invece (lasciandolo leggermente al dente) lo potete gustare in insalata, condito con una vinaigrette, gratinato con besciamella e parmigiano, ottimo se ridotto a purea con un pò di burro o nel minestrone.
Buono saltato in padella, una volta bollito, con olio e aglio e usato per condire la pasta.

 

 

Cavolfiore
Il cavolfiore verde è parente del cavolfiore bianco, che però non essendo stato racchiuso all’interno delle foglie ha sviluppato la clorofilla. Tale clorofilla è importantissima per la produzione di emoglobina. Si coltiva da maggio fino a settembre.
Si raccoglie dopo circa 90 giorni dal trapianto.
Eccezionale qualità del fiore, compatto di un bellissimo colore verde.
Arriva a pesare sino a 1,3 kg.
Si consuma come contorno, lessato e condito con olio e aceto (o limone), conservato sottaceto, gratinato con la besciamella, fritto con la pastella, come condimento per la pasta o nelle minestre. Quando è particolarmente tenero e fresco, il cavolfiore è ottimo anche crudo: tagliato a fettine molto sottili e unito ad altre verdure in insalata. Crudo è anche più digeribile e salutare, perché conserva inalterate tutte le sue sostanze benefiche.

 

 

Cavolo Cappuccio
La verza o cavolo verza, è una varietà simile al cavolo cappuccio, ma a differenza di questo presenta foglie grinzose, increspate e con nervature prominenti di colore verde intenso.
Le foglie interne sono bianco-giallastre.
La forma della parte edule (denominata testa o palla) può essere sferica o subsferica, appiattita o conica.
Il peso varia da 1 a 2 Kg.
Il sapore è intenso e caratteristico e le foglie sono croccanti.
Si può preparare crudo, stufato o brasato ed è un’ingrediente di molte minestre con pasta o riso e di preparazioni tipiche come la “casoeula” lombarda.
Le sue foglie si prestano tra l’altro benissimo alla preparazione di involtini.

 

 

Cetriolo
Il cetriolo (Cucumis sativus) è una pianta erbacea annuale, appartenente alla famiglia delle Cucurbitaceae. Originario delle Indie orientali è stato coltivato sin dall’antichità a scopo alimentare. I frutti che produce (Cetrioli) vengono consumati soprattutto freschi, per impreziosire insalate miste, oppure destinati all’industria conserviera dei sottaceti.

 

 

 

 

 

Cicorino
I radicchi suddetti devono essere:
d’aspetto fresco;
resistenti e consistenti;
con apparato fogliare integro;
puliti (prive di sostanze estranee visibili);
privi di odore e/o sapore estraneo;
sani (sono esclusi i prodotti affetti da marciume o che presentano alterazioni tali da renderli inadatti al consumo);
esenti a oidio e marciumi vari;
provvisti di un piccolo apparato radicale fittonante;
ben lavati e sgrondati dal terreno; di colore rosso-verde.

 

 

Ciliegia
Pianta di origini asiatiche, diffusa in Europa fin dai tempi antichi, Il ciliegio si può dividere essenzialmente in due specie diverse: il ciliegio a frutto dolce e il ciliegio a frutto acido.
Il ciliegio dolce a sua volta si distingue in due categorie: le duracine e le tenerine. Le duracine, dette anche duroni, sono piante di notevole sviluppo che possono raggiungere anche i 20 mt d’altezza, mentre le tenerine sono piante di dimensioni più ridotte e con una crescita più lenta. Hanno entrambe foglie grandi e ovali, i fiori sono generalmente bianchi.
Nelle duracine, i frutti hanno la polpa dura e croccante che può essere, secondo la varietà, bianca, rossa o nerastra. Le tenerine invece hanno la polpa molle e molto succosa solitamente rossa o nera. Il ciliegio acido si distingue anche per altri caratteri in tre diverse categorie: le amarene, le visciole e le marasche. Le amarene sono piante di scarso sviluppo con rami pendenti e foglie piccole, i frutti sono di color rosso intenso con polpa e succo sono invece chiari. Le amarene sono usate per la produzione di succhi e sciroppi. Le visciole hanno i rami dritti con foglie molto grandi, i frutti sono di color rosso brillante come la polpa e il succo, hanno sapore dolciastro perciò sono utilizzate anche per il consumo fresco
e per produrre marmellate. Infine le marasche che sono piante di taglia piccola come anche le foglie e i frutti, i quali sono usati dall’industria per la produzione di liquori.

Cipolla

Cipolla – Descrizione e Caratteristiche: Bulbo appartenente alla famiglia delle Liliacee. Di forma generalmente sferica, caratterizzata da foglie carnose, sovrapposte e ricoperte esternamente da squame secche e membranose di colore bianco argenteo, giallastro, ramato o violaceo. Come l’aglio, la cipolla é un pilastro della cucina italiana. Conferisce ai cibi a cui si aggiunge una gradevole dolcezza.

Esistono tre varietà di cipolla:

  • Cipolla Bianca: cipolla estiva, dal gusto dolce
  • Cipolle Bionde: cipolla autunnale, dal gusto più pronunciato
  • Cipolla Rossa: cipolla invernale, dal gusto forte

Variano molto anche le forme: vi sono cipolle sferiche, piatte o a fuso; allo stesso modo variano anche le dimensioni.







Cipollotto

Il Cipollotto caratterizza i bulbi della specie Allium Cepa L. (cipolla). Bulbo bianco, cilindrico (2-4 cm), schiacciato ai poli, dalla polpa succulenta e dal gusto dolce..
Il ‘Cipollotto Nocerino DOP’ deve le sue caratteristiche di pregio che lo fanno distinguere da altri analoghi prodotti soprattutto alle particolari ed eccezionali condizioni geo-pedologiche ove esso viene coltivato.
Per le sue caratteristiche qualitative ed organolettiche, legate soprattutto alla tenerezza del bulbo e alla dolcezza della polpa, poco acre e piccante, che ne fanno un prodotto di elevata digeribilità, è particolarmente richiesto sui mercati nazionali ed internazionali. Ricercato dagli chef locali è gustato quasi sempre fresco accanto ad insalate verdi, pomodori ma è presente anche in primi piatti ed utilizzato per guarnire tanti altri manicaretti d’autore.
Il cipollotto, oltre alla sua tipicità deve la sua fama sui mercati anche per le sue caratteristiche merceologiche di elevata qualità. Questo perché il prodotto finito, sin dal momento successivo alla raccolta, subisce una serie di lavorazioni che gli conferiscono quel valore aggiunto indispensabile oggi per competere sul mercato globale: pelatura del bulbo, lavaggio, selezione, taglio parziale del ciuffetto radicale e delle foglie, legatura a mazzetti, condizionamento. Il prodotto immesso al consumo è classificato di prima categoria mercantile.



Fagiolini

Appartengono alla famiglia delle Papilionacee. Sono caratterizzati da forma allungata e leggermente arcuata, di consistenza turgida, e contenente dei semi interni situati longitudinalmente. Il colore varia dal bianco-giallino al verde più o meno intenso. Generalmente hanno forma sottile e allungata, ma ci sono varietà piatte, come per esempio le taccole. Al momento dell’acquisto non devono essere gonfi, ma turgidi. Spezzati devono produrre un rumore secco. È importante che non si sia sviluppato nel punto di giuntura, lo sgradevole filo, che tuttavia può essere facilmente eliminato. Si conservano in frigorifero, asciutti ed interi, per 2 o 3 giorni. Sbollentandoli per 2 minuti, dopo aver eliminato le punte e l’eventuale filo, si possono surgelare in sacchetti di plastica e mantenersi anche per 1 anno; al momento della cottura si metteranno direttamente a lessare o stufare.
Va cotto in poca acqua bollente (per non disperdere i sali minerali e le vitamine) e a recipiente scoperto (altrimenti ingialliscono). A cottura ultimata, conviene fermare la cottura passando sotto l’acqua corrente. In media, occorrono circa 10 minuti per una cottura nella pentola normale; dai 3 ai 4 minuti con la pentola a pressione. Si utilizzano quasi esclusivamente come contorno; possono trovare impiego anche in minestroni, insalate russe o misti di verdure.



Fava

La fava (Vicia Faba) è un legume, detto anche la carne dei poveri.
Sono altamente proteiche, poco caloriche, e dalla lunga tradizione culinaria italiana. Si possono mangiare crude in Primavera, o dopo una breve sbollentatura.
Nella tradizione romana sono immancabili le fave fresche con il pecorino sulle tavole o nei pic nic dei romani per festeggiare il 1° Maggio.
La fava è una leguminosa della sottofamiglia delle Papilionacee. E’ il frutto della pianta Vicia faba, presente nei baccelli. Il numero di semi è variabile e possono avere colori diversi a seconda del tipo. Si trovano in commercio fresche in primavera, secche tutto l’anno.

 

 


Finocchio

E’ una pianta erbacea mediterranea coltivata per la produzione del “grumolo”, l’insieme delle guaine fogliari di colore bianco, carnose e unite le une alle altre al fusto.
Se ne utilizzano le foglie, e i frutti erroneamente detti semi.
Il suo sapore, simile a quello dell’anice, veniva utilizzato per insaporire cibi o addirittura per coprirne i difetti.
Il finocchio trova ampio impiego in cucina: in pinzimonio, unito alle insalate, gratinato, lessato, negli stufati, in creme e salsine, nei risotti. Ottimo il gambo crudo poichè
particolarmente croccante. Per l’uso in insalata sono consigliati i finocchi dal corpo più tondeggianti (detti “femmina”), mentre in caso di cottura sono maggiormente indicati
quelli con corpo più schiacciato ed affusolato (detti “maschi”).
Alla maniera tradizionale italiana si fa soffriggere leggermente in olio d’oliva, condito solo con un pò di pepe nero macinato fresco e sale, è un contorno leggero e saporito per gli arrosti.

 

 

Insalata
Le lattughe sono piante annuali che appartengono alla famiglia delle Composite o Asteracee. Le diverse specie sono utilizzate dall’uomo fin da tempi antichissimi: conosciute dagli egizi, consumate dai greci, in epoca romana erano diffusamente coltivate in tutto l’Impero. I romani in particolare consumavano le lattughe non solo in quanto ortaggio, ma anche come piante medicinali per le loro qualità calmanti. In realtà, il lattice delle lattughe che sgorga copioso alla rottura dei tessuti, il lactucarium, oltre ad essere all’origine del nome, è una sostanza complessa che esercita un’azione analgesica e sedativa e si pensa che se consumate copiosamente nel pasto serale, concilino il sonno e favoriscano la distensione. Il loro apporto calorico è molto basso: circa 15 kcal/100 gr e sono quindi consigliate nelle diete ipocaloriche. Come tutti gli ortaggi da foglia sono una buona fonte di vitamina A, di calcio, potassio e ferro. Nella dieta il consumo di lattughe si abbina bene le con sostanze proteiche (latticini o pesce o carne) oppure con cibi amidacei (pasta o pane o riso o patate). Contiene pectine, lactucina e moltissime vitamine (A, E, C, B1, B2 e B3) e sali minerali (calcio, magnesio, potassio e sodio e una buona concentrazione di ferro). La lattuga è infine ricca di fibre, utilissime in caso di stitichezza. Le varietà di lattughe oggi sul mercato si possono distinguere in tre categorie secondo la loro morfologia : lattughe con cespo serrato (cappucce, romane, e iceberg), lattughe senza cespo (gentilina, lollo, foglia di quercia, gentilina) e lattughe da taglio.
Le lattughe non hanno elevate esigenze termiche sebbene la temperatura del terreno per una buona crescita dovrebbe mantenersi al di sopra dei 9 °C, mentre la temperatura ottimale dell’aria non dovrebbe superare i 22 °C. Eventuali abbassamenti termici con temperature vicine agli 0 °C, bloccano lo sviluppo ma, per molte varietà, non sono letali. Le lattughe sono piante a crescita molto veloce e il loro ciclo, dal trapianto alla raccolta, varia dai 45 ai 70 giorni. In tale periodo di tempo producono comunque una gran massa verde che può raggiungere e superare i 3 Kg a metro quadrato. Per poter avere una sviluppo così rapido, abbisognano di terreni fertili ben drenati e con una buona dotazione idrica. Importantissima è la presenza di sostanza organica che permette alla pianta di avere la giusta umidità, un ottima disponibilità di elementi nutritivi e una bassa salinità. Le asportazioni dei principali elementi nutritivi è nel rapporto di 1:04:2,3 (N:P:K). Per far fronte a una produzione di circa 3Kg/mq una buona concimazione dovrebbe comprendere 4-6 Kg/mq di compost organico, a cui si devono aggiungere circa 10 gr/mq di fosforo e 20gr/mq di potassio, che, utilizzando i concimi minerali, potranno essere apportati da circa 50 gr/mq di perfosfato e 40 gr/mq di solfato potassico. In copertura, in maniera frazionata, prima che le piante abbiano coperto il terreno si apporteranno 40 gr/mq di nitrato di calcio oppure di guano. La densità di impianto dipende dalla varietà, ma in genere le distanze sono di circa 25-30 cm sulla fila e 25 -30 cm tra le file, pari a 11 – 16 piante mq.
Il trapianto, ove possibile, va fatto sempre sulla parte alta del terreno sistemato a prose, per evitare dannosissimi ristagni idrici sotto la pianta.

Melanzana
La melanzana è una grossa bacca di forma e colore diversi secondo le varietà. La polpa è carnosa, bianco-verdastro. Va consumata assolutamente cotta, perchè cruda è sgradevole e tossica in quanto contiene solanina.
La melanzana ha la proprietà di assorbire molto bene i grassi alimentari, tra cui l’olio, consentendo la preparazione di piatti molto ricchi e saporiti.
Le melanzane trovano vari usi in cucina, come le melanzane alla parmigiana, la caponata di melanzane siciliana, melanzane ripiene, fritte, impanate o in sughi per condire la pasta asciutta. Oppure, più digeribili risultano lessate o alla griglia.

 

 

 

 

 

 

Meloni
Il frutto del melone si consuma prevalentemente fresco, dopo aver asportato la buccia, da solo o in un classico abbinamento accompagnandolo al prosciutto o ad altri salumi.
Come piatto fresco estivo è il tipico “Prosciutto e melone”.
Inoltre viene utilizzato per la preparazione di antipasti, macedonie di frutta, dolci confetture, sorbetti, gelati o frullati.

 

 

 



Peperoni

Denominazione comune di circa 30 specie originarie dell’America centrale e del frutto da esse prodotto, una bacca con numerosissimi semi che presenta differenze utilizzate per distinguere le varie specie l’una dall’altra. Originario del Brasile, fu introdotto in Europa nel XVI secolo. Coltivata come ortaggio in tutte le regioni temperato-calde per i suoi frutti commestibili; questi sono bacche non polpose, verdi, gialle o rosse, con molti semi gialli e reniformi. Particolarmente ricco di vitamina C,il peperone stimola la digestione e la secrezione ghiandolare; crudo contiene numerose sostanze indispensabili al nostro organismo: proteine, sali, grassi, zuccheri e, soprattutto, vitamine (A – B – C e P). Necessita di temperature calde e di molta acqua. I terreni preferibili sono di medio impasto, profondi e ben drenati, ricchi di sostanze organiche. I frutti verdi si raccolgono a 60-70 giorni dal trapianto, i frutti gialli e rossi a 80-100 giorni dal trapianto.

 

 


Pesca

Le pesche e le nettarine di Romagna sono le uniche a vantare il riconoscimento europeo di Indicazione Geografica protetta (IGP) all’interno dell’Unione Europea.

Un riconoscimento a tutela della tipicità dei frutti e dello stretto legame con il territorio d’origine:la Romagna. Grazie all’azione del Consorzio di Tutela le pesche e nettarine di Romagna vengono valorizzate annualmente con un piano di comunicazione pubblicitaria direttamente rivolto ai consumatori.

 

 

 

Pomodoro Cuore Di Bue
Il pomodoro cuore di bue è originario degli Stati Uniti e fu importato in Europa verso il 1500; presenta frutti di forma piuttosto irregolare che possono, anche se raramente, arrivare ad un peso di mezzo chilo. La buccia di questo tipo di pomodoro è liscia e molto sottile, mentre la polpa è saporita, non molto ricca di acqua e con pochissimi semi. Un tempo veniva coltivato esclusivamente in piena terra mentre, oggi, lo vediamo spesso negli orti e nei giardini delle nostre case. La caratteristica principale di questa pianta è di avere una crescita continua in altezza. I pomodori di maggiori dimensioni presentano costole più accentuate.

 

 

 

 

Pomodoro Pixel
Pixel è un ibrido a lunga conservazione della tipologia “plum tomato”, con pianta indeterminata mediamente vigorosa di elevata fertilità. I frutti, di forma ovaleggiante e del peso medio di circa 25 g, sono caratterizzati da un eccezionale carattere di dolcezza e sapidità, abbinato ad una eccellente consistenza e tenuta in post raccolta.

Anche il colore rosso intenso e brillante concorre a rendere questo ibrido particolarmente attraente per il consumatore. PIXEL F1 è indicato soprattutto per coltivazioni in serra o tunnel e può essere raccolto, a seconda delle esigenze del mercato, a grappolo intero o a frutto singolo.

Resistente a Verticillium, Fusarium 0-1, TMV. La varietà fa parte della linea “gocce di sapore” di ISI Sementi, marchio appositamente utilizzato per caratterizzare le varietà ad alto gusto.

 

 

Pomodoro Salsa
Nel Nord-Italia il pomodoro da industria si adatta a diversi tipi di suolo: ovviamente le condizioni estreme, terreni molto sabbiosi e argillosi / compatti sono sconsigliabili terreni a medio impasto tendenti all’argilloso sono consigliabili perché ne guadagna la qualità organolettica. I limiti della reazione oscillano tra pH 5,5/6 – 7,5/8. Per controllare meglio le malattie fungine il terreno deve essere ben aerato e lavorato per evitare qualsiasi ristagno d’acqua. Le temperature sono:
1) semina diretta in campo, 12°C per un’ottima germinazione;
2) trapianto dal 10 Aprile al 10 Giugno (secondo le varietà), 12 – 15°C;
3) l’induzione alla fioritura legata ad un termostadio di 12 -16°C;
4) fioritura 20 – 21°C;
5) maturazione 23 – 24°C;
6) temperatura letale 0 – 2°C;
7) superiore ai 32 – 35°C influisce negativamente sulla formazione del licopene e sulla colorazione delle bacche, specialmente se la pianta è scarsamente vegetata.


Pomodoro San Marzano

Il pomodoro San Marzano viene coltivato soprattutto nella regione Campania, in particolare nelle città di Napoli e Salerno e, un po’ meno, in quella di Avellino. Questo pomodoro presenta un sapore agrodolce che lo rende indicato per il consumo crudo oppure cotto sottoforma di salsa. Il frutto della pianta di questo tipo di pomodoro si presenta come una bacca di forma cilindrica allungata non uniforme, di colore rosso molto acceso; la polpa è compatta e non contiene molti semi, mentre la buccia è molto sottile e facilmente staccabile. Attualmente sul mercato si sono diffusi degli ibridi molto resistenti e più commercializzabili.

 

 

 

 

 

 

Porro
Il porro è una pianta erbacea della famiglia delle Alliaceae come aglio e cipolla. Il porro presenta un fusto sottile particolarmente tenero con un sapore dolce che non ha nulla a che fare con aglio e cipolla di cui è parente stretto.
Questo prodotto si presta bene ad essere cucinato in molti modi usando prevalentemente la parte bianca del fusto.
Di questa specie non si è riusciti ad identificare la forma selvatica e, di conseguenza, non si hanno notizie certe sulla zona di origine. Da alcuni studiosi è stata ipotizzata un’origine celtica risalente a 3.000 anni A.C.. Il Porro era noto e coltivato nell’antico Egitto già 2.000 anni prima di Cristo.
Un etto di porri, puliti dalle foglie e radici sviluppa 29 calorie e contiene: g. 87,8 di acqua, g. 2,3 di proteine; g. 0,1 di grassi; g. 5,2 di zuccheri solubili; g. 1,2 di fibra mg. 0,8 di ferro; mg. 54 di calcio; mg. 57 di fosforo; mg. 0,06 di vitamina B1; mg. 0,08 di vitamina B2; mg. 0,5 di Vitamina PP; tracce di Vitamina A; mg. 9 di Vitamina C unitamente a modesti quantitativi di Magnesio, Sodio, Potassio, Manganese, Silicio ed essenza di sulfo-azotata.




Radicchi

Il nome scientifico del radicchio è Cichorium intybus ed appartiene alla famiglia delle Composite. Spesso i radicchi vengono indicati genericamente con il nome di cicorie facendo riferimento alla famiglia di appartenenza. Questo ortaggio è disponibile in un grandissimo numero di varietà che si distinguono dal colore della foglia ( rosso o verde o variegato) e dalla forma della pianta (foglie chiuse a grumolo o aperte a formare una rosetta); sono disponibili anche varietà adatte al taglio. Le forme più conosciute sono quelle a foglia rossa tipo il Treviso, il Verona, il Chioggia e quelle a foglia variegata come il Castelfranco, ed ancora quelle con forma a rosetta e foglie verde scuro come il grumulo verde. Il radicchio in genere tollera bene il freddo che per certe varietà contribuisce a far chiudere il cespo e a formare il grumolo di foglie. Il radicchio è pianta annuale o biennale che nel primo periodo del suo sviluppo produce una rosetta di foglie che in un secondo tempo forma un fusto che porta foglie e fiori. Nel corso della coltivazione in conseguenza a stress idrici o termici la pianta può dar luogo al fenomeno della prefioritura, che porta la pianta ad andare a seme (produrre lo scapo fiorale) precocemente anziché formare il grumolo.

 

 

 

 

Il periodo migliore di trapianto delle varietà a grumolo rosso è l’estate (luglio agosto) per raccolta in autunno inverno, esistono comunque anche varietà selezionate per essere coltivate in altri periodi. Una particolare cura colturale è quella della forzatura e imbianchimento del radicchio che consiste nel coltivare in campo aperto la piante che poi, a inizio inverno, vengono raccolte con parte della radice e poste, le une accanto le altre in luogo temperato. Lì, in qualche decina di giorni la parte interna vegeta, formando un grumolo di foglie tenere e croccanti.
Il radicchio ha un valore nutrizionale piuttosto basso, ha solo 14 kcal/100 gr ma è una buona fonte di vitamina A, di calcio, potassio e ferro nella dieta si combina bene con sostanze proteiche (latticini, o pesce o carne) oppure con cibi amidacei (pasta o pane o riso o patate). Le sostanze amare, inulina, lattoni e acido dicaffeiltartarico presenti nella cicoria sembra favoriscano la digestione. In generale il consumo di cicorie migliora l’attività intestinale, disintossica e depura.

 

 

Susine
È da considerarsi un ecotipo locale di susina. Il frutto, che si presenta di pezzatura media e con buccia di colore violaceo tendente al blu scuro, ha una polpa molto consistente di colore giallo, giallo-verde, è spiccagnolo (si stacca con facilità dal nocciolo) e si presta per una conservazione anche prolungata. Il sapore particolare, dolce e acidulo e l’aro-maticità, che rappresentano le caratteristiche più spiccate di questa susina, sono legati a dei particolari contenuti chimici determinati dalla varietà e dall’ambiente unico quale è quello della Valle del Sarca. In particolare la susina di Dro si differenzia nettamente da altri tipi di susina per l’elevato contenuto in acidi organici e soprattutto acido chinico, per gli elementi minerali con netta predominanza del potassio che ne rappresenta circa il 40%, per l’elevato contenuto vitaminico e soprattutto per il beta-carotene (provitamina A) e per la vitamina PP.

 

 


Verza

La verza o cavolo verza, è una varietà simile al cavolo cappuccio, ma a differenza di questo presenta foglie grinzose, increspate e con nervature prominenti di colore verde intenso. Le foglie interne sono bianco-giallastre.
La forma della parte edule (denominata testa o palla) può essere sferica o subsferica, appiattita o conica.
Il peso varia da 1 a 2 Kg.
Il sapore intenso e caratteristico e le foglie sono croccanti.
Si può preparare crudo, stufato o brasato ed è un’ingrediente di molte minestre con pasta o riso e di preparazioni tipiche come la “casoeula” lombarda.
Le sue foglie si prestano tra l’altro benissimo alla preparazione di involtini.

 

 


Zucca

La zucca è una pianta annuale dal fusto peloso di 2-6 metri circa. Le foglie sono grandi, di forma palmato – lombata con un margine irregolarmente dentellato, sostenute da un lungo picciolo peloso. Accanto alla base delle foglie vi sono dei viticci che consentono alla pianta di arrampicarsi se trova un sostegno adatto. I fiori presentano una corolla ben sviluppata di forma tubolare e sono di colore arancio/giallo brillante. Il frutto è un peponide, al centro del quale in una cavità sono racchiusi i semi, piatti, ovali e di colore bianco.
Di questo vegetale si mangia tutto (era tipico della civiltà contadina non buttare via niente). Sono commestibili infatti le foglie, ottime fritte passate prima nella pastella.
Si mangia ovviamente la polpa, nei modi piu svariati. I semi vengono abbrustoliti e leggermente salati. Noti soprattutto con il nome di bruscolini, erano il tipico passatempo da cinema o da circo, un rompidigiuno simile, oggi, ai pop-corn. Infine è possibile mangiare anche la buccia, come scorza marinata. Solo il picciolo rimane, ma brucia bene nel camino.

 

 

Zucchine
La zucca da zucchina è un ortaggio appartenente alla famiglia delle Cucurbitacee; originaria del Messico, in Italia è la specie più coltivata. La pianta erbacea annuale è dotata di un robusto fusto strisciante che può tranquillamente raggiungere e superare il metro di lunghezza, e presenta grosse foglie piuttosto ispide e rugose, lobate e sorrette da lunghi peduncoli. Questa pianta, come la maggior parte delle Cucurbitacee, produce fiori sia maschili che femminili in maniera separata: dai fiori femminili nascono i frutti, mentre da quelli maschili, riconoscibili perché più lunghi di quelli femminili nascono i cosiddetti fiori di zucca. A differenza della sorella zucca e della maggior parte degli ortaggi, le zucchine vanno consumate quando sono ancora immature, cioè prima cioè che diventino troppo grosse: per questo motivo i delicati ortaggi devono essere colti quando si trovano all’inizio del loro sviluppo perché, a uno stadio troppo avanzato di maturazione si riempiono di semi e la polpa diventa più fibrosa e di gusto amarognolo. Le zucchine migliori hanno quindi una pezzatura medio-piccola (la lunghezza va dai 15 ai 20 cm) e un peso che varia dai 100 ai 150 grammi. Di zucchine ne esistono molte varietà, con buccia verde chiara o scura, striature più o meno evidenti, forma allungata o bombate. Esistono anche varietà con la buccia bianca leggermente spinosa. Le zucchine andrebbero colte ancora giovani, quando il fiore attaccato al frutto è in procinto di sbocciare o è appena fiorito e quindi non si sono ancora sviluppati i semi interni. Al tatto devono presentarsi sode, con buccia liscia e brillante. In frigorifero, una volta pulite e asciutte, si conservano per circa una settimana.
Prima di cuocerle, bisogna spuntarle e lavarle bene. Solo la qualità spinosa richiede la sbucciatura. Si tagliano poi a rondelle, a dadini o
si grattuggiano. Se si lessano conviene non spuntarle; assorbiranno così meno acqua. Per lessare le zucchine intere occorrono dai 15 ai 20 minuti (secondo la grandezza); dagli 8 ai 10 minuti nella pentola a pressione. Affettate si stufano in 25 minuti circa. La maniera più semplice di presentare le zucchine è quella di lessarle e condirle con una citronette. Un’altra preparazione classica sono le zucchine stufate; alternativamente si sposano bene con minestroni o zuppe, oppure marinate o al gratin.